Segnalati come Cattivi Pagatori, che fare?

Categorie: Finanza

A volte, scopriamo delle spiacevoli novità sul nostro stato finanziario, semplicemente perché ci viene negato il nuovo credito per l’acquisto di un computer nuovo o per l’ottenimento della carta di debito. Cosa è successo? Probabilmente siamo stati segnalati quali “cattivi pagatori” nelle “centrali di rischio”, grandi collettori di banche dati, sia private sia pubbliche, che vengono utilizzate per raccogliere e memorizzare tutte le informazioni relative all’affidabilità finanziaria di privati cittadini e società. Purtroppo, non conta molto se i debiti che abbiamo sono di pochi spicci piuttosto che di milioni di euro: una volta inseriti nella lista dei “cattivi pagatori” è molto difficile ottenere anche prestiti di scarsa entità.

Se poi essere insolventi non è affatto il nostro caso, e siamo incappati in un errore, il danno può essere doppio: prevenire tali spiacevoli situazioni sembra essere il modo migliore di affrontarle. Infatti, cercare di essere sempre attenti alle scadenze, essere assolutamente certi di poter far fronte ai debiti contratti ed essere sempre vigili affinché l’importo delle rate venga accreditato al soggetto finanziatore sono tutte pignolerie che possono salvare da ingarbugliate complicazioni.



Se siamo già stati segnalati, è fondamentale inviare subito una raccomandata alla centrale di rischio, chiedendo l’accesso e il controllo dei propri dati. In presenza di un errore, inviare prova che il pagamento è stato effettuato regolarmente: è perfino possibile richiedere i danni per i disagi provocati. In caso contrario, non ci resta che pagare la rata al più presto ed esercitare il diritto di cancellazione dei dati, una volta che si è stralciata la propria posizione debitoria.  Se non dovesse avvenire nei tempi previsti, è possibile inoltrare formale reclamo presso l’Autorità di garanzia per la protezione dei dati personali con sede a Roma. In ultima istanza, è ovviamente necessario far ricorso alle vie legali.

Spesso, purtroppo, non si conoscono a fondo i propri diritti, quindi meglio effettuare una rapida riepilogazione degli stessi, per ottenere quello che ci spetta. Le banche dati private possono raccogliere e trattenere soltanto i dati indispensabili alla valutazione della situazione finanziaria dei consumatori, ed hanno l’obbligo di informare tempestivamente l’interessato, oltre che attendere la sua difesa prima di schedarlo come “cattivo pagatore”. Ogni mese i dati devono essere aggiornati e, di conseguenza, devono essere cancellati coloro che hanno saldato il debito. Attenzione, perché l’accesso ai dati personali deve essere gratuita, salvo rarissime eccezioni.

Entro quindici giorni, ogni cittadino deve poter ricevere risposta riguardo alla propria posizione, sia che la richiesta avvenga direttamente alla centrale di rischio sia che venga inoltrata tramite un istituto di credito. Il ritardo può essere segnalato solo dopo due rate consecutive saltate, se non addirittura alla quarta.

Nel caso in cui si sia stati segnalati presso la centrale pubblica di Bankitalia, qualunque tipo di comunicazione deve essere inoltrata attraverso una filiale della Banca d’Italia, e qualunque tipo di modifica o di cancellazione può essere eseguita esclusivamente dalla divisione presso la quale è avvenuta la segnalazione.

I dati conservati devono comunque sempre rispettare i limiti temporali imposti dalle norme sulla privacy ed applicati alle banche dati delle centrali private.

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