Pensioni: Ora Presi di Mira Quelli che Hanno Versato i Contributi Volontari

Categorie: Previdenza

L’argomento delle pensioni è uno dei più caldi in assoluto di questi ultimi giorni, non solo per la situazione attuale degli esodati ma anche per l’intera categoria dei lavoratori prossimi alla pensione. Ora il problema infatti sembra essersi allargato anche ai contributi versati volontariamente dall’INPS per almeno 15 anni: la pensione veniva riconosciuta fino a poco tempo fa a chi aveva versati almeno 15 anni di contributi, e nel corso degli anni e delle legislature questo riconoscimento era stato mantenuto.

Invece Monti, con la sua nuova riforma, ha prolungato fino ai 20 anni di contributi minimi che bisogna avere per poter richiedere la pensione: si tratta di un discorso che coinvolge molte donne soprattutto; chi non arriva a questa soglia di contributi silenti, deve rinunciare al diritto alla pensione perdendo così i soldi versati negli anni.

Il provvedimento ovviamente non è andato giù a nessuno di coloro che hanno scelto la soluzione dei contributi silenti: chi invece ha raggiunto i 20 anni minimi si è visto alzare l’età minima per andare in pensione che è arrivata a 66 per i pubblici e 62 per i privati.

Sia i sindacati che gli enti previdenziali che erogano le pensioni ai lavoratori, hanno preso questo nuovo provvedimento del Governo come una vera e propria truffa: il problema su cui è stato messo l’accento è che la questione coinvolge persone che sono inoccupate da molto tempo e di conseguenza senza alcun tipo di reddito.

I sindacati si stanno muovendo attivamente con delle raccolte firme per chiedere ai parlamentari di rivedere il loro provvedimento.

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