La Service Tax, un aiuto per le Casse Comunali

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La service tax sarà la tassa che, con il suo gettito, darà una mano ai Comuni messi in difficoltà dai tagli di spesa operati dal governo. Nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe ammontare a circa 26 miliardi di euro annui e servirà ad accorpare in un’unica soluzione Ici, Irpef, imposte catastali, di registro e ipotecarie.
Il calcolo avverrà sulla base del valore catastale del bene, un po’ come avviene già per l’Ici, con in più delle aggiunte in caso di compravendita dell’immobile. Si dovrebbe riuscire, in questo modo, a stimolare anche l’emersione degli “immobili fantasma”, dal momento che i Comuni hanno tutto l’interesse a batter cassa e, quindi, ad intensificare i controlli, alla ricerca di possibili evasori.



Meno abusivismo si tradurrà automaticamente in maggiore flusso di cassa in entrata e, quindi, in servizi più efficienti. D’altra parte, lo Stato ha deciso di tagliare la spesa locale esattamente dell’ammontare che si dovrebbe riuscire a ricavare con l’introduzione della service tax: meno gettito non sarà quindi compensato da aiuti centrali.
Ad ogni modo, è stato anche subito palese che saranno i comuni del Nord a beneficiare maggiormente della service tax, a causa di una maggiore base imponibile: basti pensare che la Val d’Aosta recupererà  670,7 euro pro capite mentre la Calabria appena 194,7 euro pro capite.

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