Il Contratto di Locazione “concordato”

La locazione di un immobile avviene, naturalmente, dietro la stipula di un contratto: ma di tipologie di contratto ne esistono diverse, ciascuna con le proprie caratteristiche. Di seguito, andiamo ad analizzare il cosiddetto contratto “concordato” che è tra i più diffusi, anche perché si inscrive a pieno titolo nelle regole che le associazioni nazionali dei proprietari e degli inquilini hanno stipulato insieme.

In base ad appositi parametri individuati su scala nazionale, inoltre, i singoli Comuni mantengono anche la facoltà di adattare tale contratto alla realtà locale, provvedendo ad accorgimenti di natura principalmente economica. Il territorio di competenza di un Comune si divide, pertanto, in aree tra di loro uniformi, ciascuna con un prezzo di locazione assegnato che può oscillare tra un minimo e un massimo imposti. Il dettaglio del canone di affitto è poi deciso da locatario e inquilino, in base alle caratteristiche possedute dall’edificio.



Il canone di fitto viene modificato annualmente in base all’indicizzazione ISTAT del costo della vita. Il contratto concordato ha validità minima di tre anni, si rinnova poi in automatico per altri due, ma sono possibili degli accordi diversi tra le parti.

È possibile anche definire sul contratto se l’inquilino avrà o meno diritto di prelazione sull’immobile, nel caso in cui venisse messo in vendita dal proprietario.

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