Denaro Liquido da portare con sé in viaggio

Categorie: Come Risparmiare

Quanto denaro portare con sé quando si viaggia, soprattutto all’estero? E, in particolare, in che forma conviene custodirlo? Poco avvezzi, ormai, ai cambi di valuta e al denaro liquido, resta una di quelle buona domande da farsi prima di partire per le vacanze, alla quale –ammettiamolo- abbiamo qualche difficoltà a rispondere. Vero è pure, però, che quando ci rechiamo in paesi come la Svizzera, il Regno Unito o Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia siamo costretti a cambiare la nostra valuta: il tasso di cambio non è mai fisso, ma varia giorno dopo giorno, per cui se si devono cambiare grosse somme (diciamo dai 500 euro in su) meglio prenotare la valuta in tempo, in un momento di flessione.

Particolare attenzione deve essere posta nei confronti dei viaggi in Paesi extra Ue, come tutti quelli africani, asiatici o del Sud America: le leggi per l’importazione e l’esportazione di valuta sono abbastanza severe, quindi è meglio cambiare piccole somme, perché riconvertirle in euro diventa complicato se non impossibile. Naturalmente, nessun problema con dollari statunitensi e yen giapponesi. Un’altra soluzione è rappresentata dall’utilizzo massiccio di bancomat e carte di credito che funzionano su circuiti internazionali. Di solito, vengono addebitati dei costi di commissione per il prelievo della valuta o per il cambio: informatevi prima di partire. Anche i massimali di prelievo possono essere diversi da posto a posto e da banca a banca, anche se in genere non dovrebbero mai essere inferiori ai 250 euro al giorno.



Portate sempre con voi il numero di telefono da usare dall’estero per bloccare la vostra carte in caso di furto: raramente è lo stesso al quale avete accesso in Italia. Spesso il numero della vostra carta di credito viene segnato dalla direzione dell’hotel nel quale intendete soggiornare, a mo’ di cauzione. Sebbene una certa diffidenza sia comprensibile, generalmente non si riscontrano usi fraudolenti in tal senso: comunque, soprattutto al di fuori dell’Unione Europea, è buona norma recarsi solo in strutture note e di un certo livello: dormirete sonni più tranquilli anche se, forse, spenderete qualcosina in più!

Infine, impossibile non parlare dei traveller’s cheques, abbastanza usati come strumento di pagamento all’estero. Consistono in una sorta di assegni da cambiare presso banche abilitate: normalmente, lo sono tutte le principali, potreste al massimo avere qualche problema con le più piccole, ma in genere sono una buona alternativa sia al denaro contante che alle carte di debito e di credito. Bisogna acquistarli prima di partire presso la propria banca e poi cambiarli una volta a destinazione: interessante è che vengono già emessi nella valuta della nazione nella quale ci si reca. Qualora questo non fosse possibile, si opta per una moneta accettata facilmente, come il dollaro o l’euro. Al costo del tasso di cambio, però, dovete aggiungere una commissione da parte della banca, che dovrebbe essere intorno all’1 o al 2%. Di estremamente positivo vi è che siete tutelati al 100% in caso di furto, poiché nessun assegno è incassabile senza la vostra firma.

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