Cosa Accade quando il Conto va in Rosso

Categorie: Finanza

Può capitare, nonostante i controlli effettuati periodicamente sul proprio conto corrente in banca, di finire in rosso. Certo, si tratta di un’espressione che nessuno di noi vorrebbe mai sentire, dal momento che avere il saldo negativo comporta anche dover pagare dei costi e degli interessi elevati. Per non parlare, poi, dello spettro dell’insolvenza, ovvero l’impossibilità sopraggiunta di non poter più far fronte ai debiti contratti precedentemente. Anche qui i conti correnti bancari ci mettono il loro zampino, perché invece di aiutare il loro utente attraverso tassi agevolati o prestiti mirati a risolvere l’insoluto, si limitano ad avvertire o a segnalare come cattivi pagatori.

Insolvenza e andare in rosso con il conto non sono uguali, almeno da un punto di vista tecnico.

Quando si va in rosso, la banca in realtà sta garantendo per noi un fido e quindi fa fronte all’assenza di liquidità “prestandoci” quello di cui necessitiamo, per esempio perché stiamo pagando una rata o un fornitore ha incassato un assegno, pur se non vi è disponibilità sul nostro conto. Attenzione però: si tratta di un meccanismo del quale non conviene mai abusare, dato che i tassi di interesse applicati sono alti.



Purtroppo, sono stati numerosi i casi di scoperto registrati ultimamente dalle banche, segno di un’evidente contrazione della disponibilità economica, sopraggiunta anche in maniera piuttosto repentina.

E se non si può far fronte al debito avanzato con la banca a causa degli scoperti sul conto? A questo punto, scatta il meccanismo che porta all’insolvenza e che ci fa iscrivere nei registri dei cattivi pagatori o, peggio, provoca il pignoramento dei beni che non si riesce più a pagare, primo fra tutti la casa, se ci ritroviamo nell’impossibilità di far fronte alle rate del mutuo.

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