Consolidamento Ipoteche per Tutelare i Fallimenti

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Il consolidamento delle ipoteche ha a che vedere con la necessità, per un istituto di credito, di tutelarsi rispetto all’eventuale fallimento dei propri clienti. In realtà, le banche hanno diverse e numerose strategie per accertarsi di rientrare dei capitali prestati ai propri clienti, ma hanno molta difficoltà a tutelarsi adeguatamente nel caso in cui si trovino impelagate nel fallimento di un utente. Purtroppo, le procedure fallimentari sono piuttosto complicate, lunghe e possono includere la revocatoria fallimentare, attraverso la quale il curatore fallimentare chiede immobili e pagamenti anche già avvenuti. Si capisce perché le banche temono il verificarsi di questa circostanza e cercano di ovviare a tale situazione in diversi modi. Il consolidamento di un’ipoteca è rappresentato dal tempo (di solito 11 giorni) che inizia dal momento in cui avviene la trascrizione da parte del notaio. In pratica la banca, per evitare che si possa verificare il rischio di una revocatoria fallimentare, non erogherà l’importo se non una volta in cui l’ipoteca sia consolidata. Ecco, quindi, che il venditore non potrà ricevere alcun importo prima che sia trascorso questo lasso di tempo


Infatti, come abbiamo avuto modo di vedere, il fallimento avrebbe la meglio anche su di un’ipoteca trascritta da poco, mentre il testo unico bancario specifica che nessuna ipoteca può essere più oggetto di revoca, una volta trascorsi dieci giorni dall’iscrizione della stessa (art.39).

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