Conservare le Fatture e i Documenti


Fatture, ricevute, documenti vari: si ammucchiano nei cassetti o nei raccoglitori, ma più spesso in giro per casa senza più alcun ordine. D’altra parte, sembra che nessuno abbia voglia di fare a meno di una ricevuta, temendo poi che possa essere d’aiuto quando meno ce lo si aspetta. Che fare, quindi, per non perdere il filo di bollette e pagamenti? Vediamo, allora, per quanto tempo è opportuno conservare determinati documenti. L’abbonamento della televisione, ad esempio, deve essere custodito per dieci anni; le ricevute di pagamento del fitto, per cinque anni, mentre gli atti di compravendita di una casa non dovrebbero mai finire nel cestino, così come tutti gli atti notarili in genere e i documenti relativi a matrimoni o divorzi.



Il pagamento effettuato presso la compagnia assicurativa deve essere conservato per almeno un anno dalla scadenza mentre le quietanze che possono servire per fini fiscali si devono tenere da parte per altri cinque anni. Cinque anni è la prescrizione che prevede la legge per quanto riguarda bollette e fatture relative alle utenze domestiche di luce, gas, acqua e rifiuti. L’estratto conto della banca si può buttare dopo sei mesi dall’emissione, poiché è questo il limite massimo entro il quale si possono contestare determinati addebiti o accrediti effettuati per sbaglio dall’istituto bancario.

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