Non sono mancate di aumentare di numero, negli ultimi mesi, le banche che hanno deciso di applicare una commissione al momento del ritiro del contante presso i propri sportelli: arriva fino a 3 euro quella che è stata soprannominata la “tassa sul contante”. Naturalmente, il sistema bancario difende compatto questa scelta che, tuttavia, non piace alle associazioni dei consumatori le quali hanno deciso di far sentire la propria voce chiedendo una verifica tesa a controllare la legittimità di questa scelta.
Ad oggi, le banche hanno comunque scelto un approccio in parte differente, ciascuna caratterizzandosi per determinate regole di applicazione: ad esempio, la commissione si paga solo per cifre al di sotto di un certo limite, oppure è dovuta solo da correntisti di una determinata età e così via.
Quello che però non convince le associazioni che operano in difesa dei consumatori è la potenziale difficoltà generata da questo sistema soprattutto per le fasce più deboli, le più colpite da tale “innovazione”.
D’altra parte, è un dato di fatto che sono i più anziani, ad esempio, ad usare molto poco internet e i conti corrente on line con gli annessi strumenti informatici o gli Atm di ultima generazione, pagando già molto di più di quanto non facciano coloro i quali possono scegliere conti non tradizionali.
Il risparmio, scegliendo un conto corrente via internet, può attestarsi intorno ai 70 euro annui, in maggior parte legati alla possibilità di effettuare tutte le operazioni virtualmente, senza presentarsi allo sportello e senza sostenerne i relativi costi.










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