Come cambia l’FMI dopo il caso Strauss-Kahn

Categorie: Finanza

Il caso Strauss-Kahn ha scosso l’opinione pubblica mondiale e le istituzioni economiche dalle fondamenta. L’ormai ex Presidente del Fondo Monetario Internazionale, accusato di stupro, ha esclusivamente la propria difesa da dover curare: già ad oggi è il sui vice ad aver preso in mano la situazione, ma l’Europa e il mondo intero si interrogano su chi sarà il suo successore. La tradizione vuole che il Presidente dell’FMI sia europeo e che il suo vice sia americano: così è sempre stato e così l’Europa e gli Usa hanno tutto l’interesse che resti. A fare la parte dell’avvocato del diavolo, però, di colui il quale “non ci sta”, i Paesi Emergenti, prima fra tutti la Cina, che rivendica un ruolo di primo piano per sé, a fronte del contributo crescente offerto dalla propria economia.
In pole position, invece, almeno stando alle prime dichiarazioni, la candidatura di Christine Lagarde, il popolarissimo Ministro delle Finanze francesi, appoggiato anche dall’Italia. Potrebbe apparire un po’ una forzatura, tuttavia, il fatto che la sua nazionalità sia francese come quella del presidente dimissionario, ragion per cui ci si potrebbe orientare sul tedesco Axel Weber già a capo della Banca Centrale tedesca, o il presidente uscente della Bce, il noto Jean Claude Trichet. Gordon Brown, l’ex primo ministro britannico, ambirebbe anch’egli alla poltrona più potente dopo quella del presidente degli Stati Uniti, ma David Cameron ha reso noto che tale candidatura non godrebbe del suo appoggio.

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