Chiudere o Aprire un Conto Corrente in Seguito ad un Protesto

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Se siamo stati interessati da un protesto, potremmo trovarci in alcune circostanze non proprio facili da gestire con la nostra banca. Ad esempio, l’istituto di credito potrebbe aver già provveduto a chiudere il conto corrente intestato (o cointestato) nel momento stesso in cui abbia inviato la segnalazione del protesto al CAI (Centrale allarmi interbancaria), bloccando di fatto l’accesso al proprio conto corrente e notificando il rischio all’archivio informatico centralizzato. Si evidenzierà, così, la posizione di sofferenza personale e, va specificato, anche nel caso in cui non fossimo i diretti interessati del protesto ma semplicemente i cointestatari del conto.



Cosa accade, invece, nel caso in cui dopo un protesto si voglia aprire un conto corrente? In questa circostanza, bisogna essere attenti alle date: infatti, il nome resta segnalato come quello di un cattivo pagatore fino a cinque anni dopo il verificarsi dei fatti, ma non è detto che, chi gestisce la banca dati, ottemperi realmente alla cancellazione. Per questo motivo, vale la pena avanzare il proprio diritto una volta che lo si è acquisito e pretendere l’immediata cancellazione. Tuttavia, bisogna ricordare che la prescrizione inizia nel momento stesso in cui avviene l’esercizio del diritto da parte del creditore, al quale basta farsi avanti con una semplice lettera raccomandata di messa in mora.

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