Aspetti Fiscali dell’ Accensione di un Mutuo

Categorie: Mutui

Quando si accende un mutuo non si possono evitare di considerare gli aspetti fiscali legati a questa scelta, vediamo insieme di cosa si tratta e quanto pesano sul portafogli del contraente.

Tanto per iniziare, la banca trattiene una parte della somma finanziata, agendo in sostituzione dell’ufficio delle imposte e versandolo successivamente ad esso.

L’aliquota applicata è dello 0,25% se si tratta di prima casa, altrimenti si arriva al 2%. Vale comunque sempre la pena verificare questi dati ed eventuali sgravi fiscali che fossero disponibili per categorie particolari di contribuenti.



Infatti, già regolarmente, la legge prevede che vi sia una certa detraibilità riguardante interessi passivi e spese nel caso in cui si riferiscano a contratti per abitazioni principali.

Esiste comunque un limite massimo di detrazione, che viene fissato a circa quattromila euro per un rimborso che può arrivare, al massimo, a 760 euro all’anno. Non ci sono variazioni neppure nel caso in cui il mutuo sia cointestato. Per costruzione o ristrutturazione, invece, gli importi presi in considerazione sono più bassi e scendono a poco più della metà, attestandosi intorno ai 2500 euro per ciascun annualità d’imposta.

Se, però, si supera il tetto massimo per la detrazione, non sono consentiti recuperi nell’anno successivo: occorre quindi fare attenzione e ottimizzare i benefici fiscali, qualora possibile, stipulando il mutuo sul finire dell’anno, ottenendo così una detrazione piena sugli interessi passivi maturati nell’anno seguente.

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